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Ott

2008

Storia
Storia del quartiere e del Palio

L'origine del centro abitato di Cicciano risale a un periodo che oscilla tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., cioè alla fase della romanizzazione dell'Agro Nolano. Nello stesso periodo nascono i centri abitati di Curano e Cutignano, oggi appartenenti al comune di Cicciano. Nel Medioevo il corso del fiume Clanio viene deviato verso sinistra, immettendolo in un decumano della centuriazione romana. La zona dei centri abitati di Cicciano, Curano e Cutignano viene bonificata, e ai tre centri si affiancano successivamente altri quattro centri: Li Vinti, Li Rosci, Li Sappierti e Li Marenda.

Nel XVI secolo l'assetto abitativo della Terra di Cicciano risulta costituito da questi sette centri. Il primitivo nucleo di Cicciano, circondato da mura, è chiamato La Morata. Ai sette centri abitati se ne aggiunge un altro, il centrale Castro, circondato da un fossato e unito all'esterno attraverso due ponti costruiti durante l'insediamento a Cicciano dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, gli Ospedalieri.

Nel cabrèo del 1515 si legge che a est del quartiere La Morata sorge la 'contrata ad Vintj' con la chiesa di San Barbato e le sue pertinenze, la casa palazziata del nobile Ludovico de Pascucia de Corano posta tra la via che porta a Nola e quella che conduce a Comiziano, e il canale che fa defluire le acque che scendono da Avella.

La casa palazziata del maestro Angelillo De Barberio e del figlio Marco, cansita a La Morata sulla strada pubblica, confina con l'orto e con un piccolo appezzamento di terreno di Angelo De Miele, che si trovano nel luogo chiamato 'ad Vintj, e con beni di Berardino De Lo Papa, che si trovano ugualmente a Li Vintj.

Nel cabrèo del 1582 l'abitazione di Angelillo De Barberio è censita non più a La Morata ma a Li Vintj, intestata al nuovo proprietario Paolino Buttillo. Nel corso di poco più di mezzo secolo, il quartiere Li Vintj riesce a riempire i propri spazi edificabili verso il castrum fino a saldarsi e a inglobare, dal punto di vista toponomastico, alcune abitazioni intermedie che precedentemente erano state inventariate a La Morata. La tradizione locale associa il toponimo ai superstiti (appena vénti) di una pestilenza o ai vènti che in certi periodi vi soffiano impetuosi. Oggi l'abitato di Cicciano è unico, continuo e molto più ampio della struttura, romana e medievale, a casali separati, ma in esso è possibile ancora riconoscere gli otto centri sopraindicati.

Dal 2003 il Comune di Cicciano, in collaborazione con la Pro Loco, organizza a giugno di ogni anno il Palio dei Quartieri Universitas Castri Cicciani, in onore di San Barbato Protettore di Cicciano.

Secondo un'antichissima consuetudine, il primo gennaio di ogni anno i rappresentanti della Città di Nola e dei Casali di Cimitile, San Paolo e Saviano si portavano in Cicciano per consegnare al Commendatore e agli altri Dignitari del paese (Capitano del Castello, Sindaco e Baiulo della Commenda) alcuni doni consistenti in dolci, come il marzapane e la copeta, e poi cedri, pepe e zafferano. A sua volta, il Sindaco dell'Università di Cicciano ricambiava consegnando agli Ospiti ventuno carlini d'argento.

Nel 1572 i nolani rifiutarono di adempiere a questa usanza per cui il Commendatore pro tempore fu costretto a rivolgersi al Vicerè del Regno di Napoli e, dopo l'ordine di quest'ultimo, lo scambio dei doni avvenne nel mese di agosto dello stesso anno. La cerimonia si svolse nella sala grande del Castello al suono di flauti e alla presenza di un notaio chiamato a redigere un apposito pubblico atto.

A distanza di oltre 400 anni, l'avvenimento viene rivissuto con la manifestazione del Palio dei Quartieri con la quale si intende celebrare il ritrovato spirito di amicizia, solidarietà e rispetto tra cinque comunità confinanti: Cicciano, Nola, Cimitile, San Paolo e Saviano.

Il 2 giugno le delegazioni di Nola, Cimitile, San Paolo e Saviano si recano a Cicciano per lo scambio dei doni. Assolta la cerimonia, il Commendatore e la sua Corte accompagnano gli Ospiti per le antiche cinque strade, che si dipartono a raggiera dalla Casa Fortezza, per ricevere il benvenuto da parte del popolo. Il corteo, in abito storico, esce dalla porta grande e si dirige verso la Chiesa di San Barbato (ora Immacolata Concezione), Patrono e Protettore del paese ed a cui è dedicato il Palio, passando per la contrada Curano. Ridiscende per il quartiere Li Vinti, percorre la strada che fiancheggia il tratto orientale della cinta muraria del castro (La Morata) ed imbocca il quartiere Li Marenda. Da quest'ultimo, proseguendo per La Palmentella, raggiunge dapprima i quartieri Li Sappierti e La Plaza e poi il quartiere Li Rosci. Fa ritorno verso il Castello attraverso il Giardino della Commenda dove, poi, tutta la comunità riunita - congregata universitate - fa festa secondo lo stile e la consuetudine del detto castro di Cicciano. Il percorso tocca quelli che sono i segni di San Barbato, piccole edicole votive realizzate nei secoli successivi sulle pareti esterne di edifici privati e che ancora oggi conservano dipinti del Santo o su mattonelle e riggiole oppure su tavole di legno o di zinco.

Suggestiva appare la ricostruzione, nel vecchio centro, dei luoghi della commenda del XVI secolo. Vengono fatti rivivere nei cortili delle abitazioni, che una volta si affacciavano sul fossato che proteggeva il Castello, la taverna grande e la tavernola, poteche e potecòle, il macello della commenda, gli antichi mestieri del bottaro, del ferraro, dell'aromatario, del fornaro, del sartore, dello scarparo ed altri. Le stradine si popolano di donne e di uomini, di nobili e bracciali, di mastri e manipoli, di massari e possidenti, di servi e garzoni.

La manifestazione non è limitata alle sole giornate conclusive ma prevede una serie di eventi che si articolano durante tutto l'anno. L'apertura ufficiale avviene il 19 febbraio, giorno della festività del Santo Patrono, con la consegna degli stendardi ai Tributari dei cinque principali Quartieri (Castrum, Li Marenda, Li Rosci, Li Sappierti e Li Vinti).

Nei mesi successivi, i Quartieri interessati si contendono il Palio attraverso varie competizioni che vanno dalla organizzazione delle Feste di Quartiere, dove si valorizzano usanze, tradizioni e prodotti tipici locali, all'Addobbo delle strade, alla costruzione delle Porte, simbolo dell'accesso nei quartieri stessi, vere e proprie opere di artigianato locale, alle gare agonistiche, come il tiro con l'arco e il tiro alla fune, anch'esse in abito storico.

Al termine delle singole contese il Palio viene assegnato al Quartiere che ha totalizzato il punteggio più alto con una cerimonia che si svolge nello spazio davanti alla Casa Fortezza - oggi Piazza Mazzini - una volta occupato dal rivellino eretto a difesa della porta del Castello. La manifestazione viene dichiarata chiusa nel periodo natalizio con la riconsegna, da parte dei Tributari, degli stendardi alla Corte della Commenda.


     ALBO D'ORO DEL PALIO DEI QUARTIERI

Anno 2003

  • Palio: Li Marenda

Anno 2004

  • Palio: Castrum
  • Porta: Li Vinti

Anno 2005

  • Non assegnato

Anno 2006

  • Palio: Li Vinti
  • Porta: Castrum
  • Bambini: Castrum

Anno 2007

  • Palio: Castrum
  • Porta: Li Marenda
  • Bambini: Li Vinti

Anno 2008

  • Palio: Li Rosci
  • Porta: Li Vinti

Anno 2009

  • Palio: Castrum
  • Porta: Li Sappierti
  • Torneo di Calcio Coppa "S. Barbato": Li Vinti

(Le informazioni, tratte dai cabrèi pubblicati dal Dott. Domenico Capolongo, sono state estrapolate da testi curati dalla Pro Loco di Cicciano e da Internet)